venerdì 20 agosto 2010

SECOND STEP, BASS AND GUITARS.

Il lunedì della seguente settimana ci si dà appuntamento a casa mia, anzi, nella mia cantina/taverna rinominata per l'occasione "Studio Tartaruga" (la finestra che guarda sul giardinetto inquadra il il piccolo box delle mie due tartarughe).

Dopo aver messo in ordine la stanza e adibita per bene a sala registrazione con pannelli insonorizzanti, altri aggeggi di fortuna e ovviamente porcherie da mangiare e iniziamo a dare mano quanto registrato la settimana precedente cercando di capire in che direzione lavorare.

Decidiamo di registrare il basso. Le registrazioni portano via un paio di giorni, lo registriamo un po io e un po Josè. Già siamo rimasti senza bassista; nessun problema con Riccardo (il bassista) con lui per fortuna siamo ancora molto amici.

(Quando serve l'atmosfera giusta, allo studio tartaruga c'è anche l'atmosfera giusta)

Segue una settimana di ricerca ed esperimenti su suoni e attitudini, passi molto delicati durante la stesura di un disco, per fortuna passati con con tranquillità grazie all'immensa saggezza di Michele Zamboni che riesce a farci capire quali sono le possibilità e le alternative; si prosegue insomma con molto fervore e voglia.
Iniziano infatti a delinearsi i primi tratti di quello che diventerà il Disco; piano piano intravediamo il lavoro come viene, scrutiamo, ogni tanto aggiungiamo qualche sfumatura, continuiamo ad osservare il suo evolversi.

Potevano mancare momenti spassosi? Ovviamente no.
Nicola spesso fa capolino allo studio tartaruga per vedere come procedono i lavori, e ovviamente, non essendo parte attiva delle registrazioni, mentre josè od io suoniamo, si perde in scherzoni e foto da vero birbone.
 
(il mio alluce...hey sembra un culo!)

(J.J. 100%gaio) 

(shit)

Tornando seri, nonostante i mavel siano pieni di entusiasmo, sono costretti a fare i conti con i primi intoppi causati dall'inisperienza da primo disco...un paio di pezzi stanno venendo un po più lenti di quanto pensavamo quando abbiamo deciso i  tempi di metronomo, e (come detto nel precedente post) in un pezzo Nicola si dimentica un piatto. Nessuna paura, qualche rimedio lo troviamo, ma di questo parleremo nel post successivo abbiate pazienza. Il resto dei pezzi sta venendo benone e questo ci solleva e rinquora molto per il duro lavoro, beccatevi come Michele ci pizzica mentre ascoltiamo un pezzo...la coordinazione è spaventosa:
(io a sinistra, J. a destra)

(studio tartaruga)

Di seguito qualche foto più seria dello studio tartaruga, dove abbiamo passato 6 o 7 caldi giorni.
(si vede poco ma dietro al tavolo dove sta il portatile vi è una baraccopoli di clandestini fatta con pannelli insonorizzanti e scotch)

(brugole)

(tabella di marcia)

(il figo della situazione)

 (mellammerdaaaa)

 (di chi è questo gaio piede?)


(birba)


(gambe pelose, piedi gai)

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